La randonnée è molto più di una semplice uscita in bici. È una disciplina ciclistica che mette alla prova resistenza fisica, autonomia tecnica e capacità di pianificazione, portando il ciclista ad affrontare distanze considerevoli “spesso ben oltre i 200 km” in tempi prestabiliti e senza assistenza esterna.
Nata in Francia a fine Ottocento, la parola randonnée significa letteralmente “gita” o “escursione”, ma nel ciclismo moderno si riferisce a una pratica codificata, organizzata da enti come Audax Club Parisien (ACP) e le sue affiliate nazionali. A differenza delle granfondo o delle gare tradizionali, la randonnée non è una competizione: l’obiettivo non è arrivare primo, ma completare il percorso entro il tempo massimo consentito.
Che tu sia un ciclista esperto alla ricerca di una nuova sfida o un appassionato che vuole scoprire un formato di ciclismo autentico e avventuroso, questa guida ti fornirà tutto ciò che devi sapere.
Cos’è la randonnée: origini, regole e distanze
Scopriamo insieme le origini di un modo di pedalare che privilegia la resistenza e lo spirito di avventura, ripercorrendo i passi dei pionieri che hanno fatto la storia del ciclismo di lunga distanza.
Le origini della randonnée
Le radici della randonnée affondano nella Parigi-Brest-Parigi del 1891, una delle gare ciclistiche più antiche al mondo, che copriva circa 1.200 km tra andata e ritorno. Da quell’evento leggendario nacque la cultura del ciclismo di distanza, che col tempo si trasformò in una disciplina strutturata con regole proprie.
Oggi la randonnée è organizzata principalmente attraverso i Brevets de Randonneurs Mondiaux (BRM), un sistema di brevetti internazionali che certifica il completamento di percorsi a distanze fisse.
Le distanze ufficiali
I brevetti omologati prevedono distanze standard:
- 200 km — Brevet di base, punto di partenza per ogni randonneur
- 300 km — Secondo livello di brevetto
- 400 km — Distanza impegnativa, richiede esperienza notturna
- 600 km — Brevet lungo, spesso su più giorni
- 1.000 km — Livello avanzato
- 1.200 km — Il massimo, quello della leggendaria Parigi-Brest-Parigi
Ogni distanza ha un tempo massimo entro il quale completare il percorso: per il brevet 200 km il limite è 13,5 ore, per il 300 km è 20 ore, e così via.
I controlli (contrôles)
Lungo il percorso sono previsti dei contrôles — punti di controllo dove il partecipante deve far timbrare o validare una scheda di percorso (brevet card), dimostrando di aver effettivamente transitato da quella posizione. I contrôles possono essere staffati (con personale) o informativi (bar, uffici postali, stazioni di servizio dove raccogliere uno scontrino con data e ora).
Come ci si prepara per una randonnée

Prepararsi per una randonnée richiede un approccio sistematico che coinvolge allenamento fisico, preparazione tecnica della bici e pianificazione logistica.
1. Preparazione fisica
Costruire il volume chilometrico
La randonnée non è una disciplina di velocità, ma di resistenza aerobica e capacità di pedalare per molte ore consecutive. L’allenamento deve puntare a:
- Aumentare il volume settimanale progressivamente, partendo da uscite di 2-3 ore fino ad arrivare a uscite da 5-8 ore
- Inserire almeno un’uscita lunga a settimana, cercando di simulare la durata della randonnée obiettivo
- Abituare il corpo alla pedalata notturna per brevetti di 300 km o più, dove si pedalerà inevitabilmente di notte
- Lavorare sulla soglia aerobica con lunghe uscite a ritmo sostenuto ma controllato (zona 2-3)
Nutrizione e idratazione sul lungo
Allenarsi a mangiare in bici è fondamentale. Il corpo ha bisogno di circa 60-90 grammi di carboidrati per ora durante uno sforzo prolungato. Abituati a consumare gel, barrette, frutta secca e cibo reale durante le uscite lunghe, sperimentando cosa tollera il tuo stomaco.
La gestione del sonno
Per i brevetti oltre i 400 km, la gestione del sonno diventa strategica. Impara a riconoscere i segnali di privazione del sonno e pianifica brevi soste di recupero (anche 20-30 minuti possono fare la differenza).
2. Preparazione tecnica
La randonnée è una disciplina dove l’autonomia meccanica è essenziale. Non esistono assistenze esterne: se la bici si rompe, devi sapere come ripararla o almeno come portarla fino al prossimo contrôle.
Le competenze minime indispensabili sono:
- Riparazione e sostituzione di una foratura (camera d’aria o tubeless)
- Regolazione del cambio e della trasmissione
- Riparazione di una catena rotta con il mastro link
- Tensionamento dei raggi (o almeno la capacità di diagnosticare un problema al cerchio)
- Regolazione dei freni
Se vuoi approfondire questi aspetti in modo strutturato, un corso gravel che includa meccanica e autonomia in sella è il modo più efficace per acquisire queste competenze in poco tempo.
3. Il kit essenziale per la randonnée

Per una randonnée, ogni grammo conta ma l’autonomia non può essere sacrificata. Ecco il kit base:
Luci (obbligatorie per legge e per i regolamenti BRM):
- Luce anteriore potente (almeno 400 lumen, meglio 600+) con batteria sufficiente per ore di buio
- Luce posteriore a LED, possibilmente con modalità lampeggiante
Riparazione:
- 2 camere d’aria di scorta (o kit tubeless completo)
- Leve per pneumatici
- Pompa a CO₂ + pompa manuale di emergenza
- Mastro link per catena
- Attrezzo multiuso
- Borsa da sella o bikepacking bag
Navigazione:
- Ciclocomputer con GPS o smartphone con supporto dedicato
- Traccia GPX del percorso caricata preventivamente
- Batteria esterna (powerbank)
Abbigliamento:
- Gilet antivento ripiegabile
- Mantella impermeabile
- Guanti da pioggia
- Copriscarpe (per uscite notturne o in condizioni meteo variabili)
Alimentazione:
- Scorta di gel e barrette per coprire i tratti tra un contrôle e l’altro
- Borracce con capienza adeguata al tratto più lungo senza punti acqua
Bici randonneur: quale scegliere
La scelta della bici è fondamentale per il comfort e la riuscita di una randonnée. Non esiste un’unica soluzione, ma alcune caratteristiche sono imprescindibili.

Le bici da randonnée tradizionali
Le classiche bici randonneur sono biciclette da strada con geometrie più rilassate rispetto alle bici da corsa, progettate per offrire comfort su lunghe distanze. Le caratteristiche tipiche sono:
- Forcella con attacchi per borse (borsa manubrio, borsa telaio)
- Pneumatici da 28 a 38 mm, per assorbire le vibrazioni del manto stradale
- Fanale dinamo integrato nel mozzo anteriore, per non dipendere dalla batteria
- Portapacchi anteriore e posteriore per distribuire il peso
- Geometria rilassata, con angolo di sterzo più chiuso per stabilità
Marchi storici come Herse, Cycles Alex Singer o brand moderni come Velo Orange, Rivendell e Singer producono bici randonneur artigianali di altissima qualità.
Le bici gravel: la scelta moderna

Negli ultimi anni, le bici gravel si sono affermate come la scelta più popolare per la randonnée, grazie alla loro versatilità. Una gravel ben equipaggiata offre:
- Compatibilità con pneumatici larghi (32-45 mm) per comfort e grip
- Attacchi per borse bikepacking su forcella, tubo orizzontale e triangolo del telaio
- Trasmissione adatta sia all’asfalto che allo sterrato
- Geometria più confortevole rispetto a una bici da corsa pura
- Peso contenuto rispetto a una bici da trekking
Se sei ancora indeciso se orientarti su una gravel o su una mountain bike per la tua attività ciclistica, ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento su gravel o mtb le differenze, dove troverai un confronto completo tra le due tipologie di bici.
Le bici da corsa endurance

Per i randonneurs più veloci e orientati a percorsi prevalentemente asfaltati, una bici da corsa endurance (come quelle del segmento “sportive” o “endurance road”) rappresenta un’alternativa valida, purché:
- Sia compatibile con pneumatici almeno da 28-30 mm
- Abbia attacchi per portaborracce aggiuntivi
- Sia dotata di una sella confortevole per le lunghe ore
La dinamo: il segreto dei randonneur esperti
Uno degli upgrade più importanti per chi fa randonnée seriamente è la dinamo al mozzo anteriore (hub dinamo). Questo sistema trasforma l’energia della pedalata in corrente elettrica, alimentando le luci senza mai scaricare la batteria. Per i brevetti di 600 km e oltre, dove si pedalerà per due o tre notti, è praticamente indispensabile.
Come organizzare una randonnée
Organizzare una randonnée non significa solo pedalare, ma gestire con intelligenza logistica, sforzo fisico e navigazione. A differenza delle classiche granfondo, non troverai frecce ad ogni incrocio o ristori ogni 20 km: sei tu il responsabile del tuo viaggio.
Organizzare la propria partecipazione a un brevet ufficiale
Se vuoi partecipare a un brevet omologato BRM, ecco i passi da seguire:
- Affiliarsi a un club randonneurs: In Italia, il principale ente di riferimento è Audax Italia, affiliato all’ACP francese. L’iscrizione al club è necessaria per partecipare ai brevetti ufficiali e ottenere le certificazioni.
- Scegliere il brevet giusto: Parti sempre dal brevet 200 km, anche se sei un ciclista esperto. È la distanza minima e ti permetterà di capire il formato, la logistica e le tue esigenze specifiche prima di affrontare distanze maggiori.
- Verificare il calendario: I brevetti sono organizzati dai club locali in tutta Italia tra marzo e ottobre. Controlla il calendario sul sito di Audax Italia o dei singoli club regionali.
- Iscriversi e pagare la quota: Le quote sono generalmente molto contenute (10-30 €) e includono la brevet card e l’omologazione del risultato.
- Scaricare la traccia GPX: Prima della partenza, scarica la traccia ufficiale e caricala sul tuo dispositivo GPS.
Organizzare una randonnée non ufficiale (DIY)

Se preferisci un’esperienza più libera o vuoi semplicemente testare le tue capacità prima di affrontare un brevet ufficiale, puoi organizzare una randonnée fai da te:
Pianificazione del percorso:
- Usa strumenti come Komoot, Strava Route Builder o Ride with GPS
- Scegli strade secondarie a basso traffico
- Verifica la presenza di punti acqua, negozi e bar lungo il percorso
- Calcola il dislivello complessivo: oltre a contare i km, il dislivello incide enormemente sul tempo necessario
- Identifica dei punti di controllo virtuali per verificare la tua progressione
Logistica:
- Comunica il percorso e i tuoi tempi stimati a qualcuno di fiducia
- Stabilisci un piano di emergenza (contatto da chiamare, taxi, treno di ritorno)
- Pianifica dove rifornirti di acqua e cibo nei tratti più lunghi tra un paese e l’altro
- Prenota eventualmente un posto letto se prevedi di fermarti per dormire
Aspetti tecnici:
- Carica completamente tutte le batterie la sera prima (GPS, luci, powerbank, telefono)
- Controlla lo stato dei pneumatici, della catena e dei freni
- Porta con te il kit di riparazione completo
Partecipare a un Bike Tour organizzato
Se l’idea di pianificare tutto da solo ti spaventa, o se vuoi iniziare a farti le ossa in un contesto più strutturato e supportato, partecipare a un Bike Tour guidato è un’ottima alternativa. I tour guidati ti permettono di concentrarti sulla pedalata mentre guide esperte gestiscono la logistica, il percorso e l’assistenza tecnica.
Consigli pratici per affrontare la tua prima randonnée

Il ritmo: il tuo nemico e il tuo migliore alleato
Il primo errore di chi si avvicina alla randonnée è partire troppo forte. L’entusiasmo iniziale porta spesso a ritmi insostenibili nelle prime ore, con conseguente crisi fisica nei tratti finali. Impara a mantenere un ritmo costante e sostenibile, anche quando ti senti bene.
Una formula utile: se a metà percorso stai ancora bene e potresti accelerare, allora il tuo ritmo è quello giusto.
La notte: anticipare le difficoltà

Pedalare di notte è un’esperienza a sé. La visibilità ridotta, il freddo, la stanchezza e la solitudine della strada possono mettere a dura prova la mente. Consigli pratici:
- Porta sempre più abbigliamento del necessario per la notte
- Non spegnere mai la luce posteriore, anche durante le soste
- Se senti sonnolenza, fermati: anche 20 minuti di sonno in un posto sicuro valgono ore di pedalata lucida
- Usa la musica o i podcast (con un solo auricolare, per sicurezza) per mantenere la mente attiva
La nutrizione: il carburante della resistenza
Mangiare regolarmente, anche quando non hai fame, è una delle abitudini più importanti da sviluppare. Nei brevetti lunghi, molti abbandoni avvengono per crisi energetiche evitabili con una corretta alimentazione. Regola generale: qualcosa ogni 45-60 minuti, anche solo un gel o qualche dattero.
Hai domande sulla randonnée o vuoi saperne di più sulle nostre attività ciclistiche?
FAQ — Domande frequenti sulla randonnée
La randonnée è una disciplina ciclistica che prevede il completamento di percorsi a lunga distanza (da 200 a 1.200 km) entro tempi massimi prestabiliti, senza assistenza esterna. Non è una gara competitiva, ma un’attività basata sull’autosufficienza, la pianificazione e la resistenza fisica.
La granfondo è una gara ciclistica su strada con classifica finale, spesso disputata in gruppi e con assistenza tecnica. La randonnée, invece, è una prova di resistenza individuale senza classifica, dove l’obiettivo è completare il percorso entro il tempo limite, non primeggiare sugli altri partecipanti.
Per affrontare una randonnée di 200 km con tranquillità, è consigliabile riuscire ad effettuare regolarmente uscite da 100-120 km e avere alle spalle almeno qualche mese di allenamento continuo. La condizione fisica conta, ma la capacità di gestire il ritmo, l’alimentazione e la bici sono altrettanto importanti.
Le bici più adatte alla randonnée sono le bici randonneur tradizionali e le bici gravel moderne. Le prime offrono attacchi per borse e luci dinamo integrate; le seconde sono più versatili e reperibili. Una bici da corsa endurance con pneumatici da 28-30 mm può andare bene per i percorsi prevalentemente asfaltati.
Per partecipare ai brevetti ufficiali omologati BRM (quelli che rilasciano la certificazione internazionale) è necessario essere iscritti a un club affiliato ad Audax Italia. Per le randonnée non ufficiali e le uscite personali, invece, non ci sono requisiti di iscrizione.
Le quote di partecipazione ai brevetti ufficiali sono generalmente molto contenute, tra i 10 e i 30 euro. A questo si aggiunge la quota annuale di iscrizione al club randonneurs, solitamente tra i 20 e i 40 euro.
Se si supera il tempo massimo consentito o si abbandona, il brevet non viene omologato. Non ci sono penalità economiche o sportive: si può semplicemente riprovare in un’altra data. Molti randonneurs hanno completato il loro primo brevet dopo uno o più tentativi non riusciti.
Sì, è possibile e comune partire insieme ad altri ciclisti. Tuttavia, ogni partecipante è responsabile della propria brevet card e deve attraversare i contrôles in modo autonomo. Il regolamento non prevede classifiche a squadre, ma pedalare in compagnia aiuta moltissimo dal punto di vista psicologico, soprattutto nelle ore notturne.
La Parigi-Brest-Parigi (PBP) è considerata la randonnée più iconica e ambita al mondo. Disputata ogni quattro anni, copre circa 1.200 km tra la capitale francese e la città bretone di Brest, con un tempo limite di 90 ore. Per iscriversi è necessario aver completato una serie di brevetti qualificanti (200, 300, 400 e 600 km) nello stesso anno.
La preparazione tecnica è cruciale: devi saper riparare una foratura, gestire un problema alla catena e conoscere le basi della regolazione del cambio. Un corso gravel focalizzato su meccanica e autonomia è il modo migliore per acquisire queste competenze in modo strutturato.
La randonnée è una delle esperienze ciclistiche più complete e appaganti che esistano. Mette alla prova non solo le gambe, ma anche la mente, la capacità di pianificazione e l’autonomia tecnica. Non è riservata agli atleti d’élite: chiunque abbia una buona preparazione fisica di base, la bici giusta e la voglia di mettersi alla prova può completare un brevet.
Il primo passo è sempre il brevet 200 km: pianifica l’allenamento, scegli la bici adatta, impara a gestire le piccole emergenze meccaniche e iscriviti al prossimo brevet nella tua zona. L’avventura inizia con un primo colpo di pedale.

